Bellissima: «Boeri confonde previdenza con assistenza»

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“Il Presidente Boeri ancora una volta confonde previdenza con assistenza e non perde occasione per contestare la 14esima, manifestando un atteggiamento persecutorio nei confronti dei pensionati italiani, residenti in Italia e all’estero”.

È quanto ha dichiarato il Segretario generale della Uil Pensionati Romano Bellissima, durante il suo intervento ai lavori del Consiglio confederale regionale della Uil Calabria. “Boeri continua a considerare la 14esima una prestazione assistenziale – prosegue Bellissima – mentre si tratta di una prestazione previdenziale che viene erogata a chi ha lavorato e pagato i contributi e che è modulata nel suo importo proprio in relazione agli anni di lavoro e di contributi versati. Chi ha lavora

Romano Bellissima, segretario nazionale Uil Pensionati

to e versato di più, riceve di più.

Oggi, con il suo ampliamento, la platea della 14esima interessa pensionati con redditi fino a mille euro lordi mensili, non proprio pensioni da nababbi, e riguarda circa 3 milioni e mezzo di persone. Di queste, alcune decine di migliaia risiedono all’estero. Credo sia un diritto di tutti gli italiani risiedere dove vogliono.

Non vorrei – conclude ironicamente Bellissima – che nella sua prossima uscita pubblica Boeri si ritrovi ad affermare che sarebbe una giusta misura togliere il passaporto a tutti i pensionati nel momento in cui ricevono la pensione, così da impedir loro di espatriare”.

 

Romano Bellissima, durante il suo intervento ai lavori del Consiglio regionale della Uil Calabria che si è tenuto a Lamezia Terme, ha messo in evidenza la necessità di ripartire dal Sud e di far ripartire il Mezzogiorno per migliorare il Paese e superare la crisi economica che ne frena lo sviluppo.
“Dobbiamo pretendere – ha detto il segretario nazionale della Uilp – di vivere in uno Stato di diritto e non in uno Stato legato alle raccomandazioni, in cui il Parlamento fa le leggi ed i cittadini partecipino, controllino e non siano dei sudditi. Il populismo sta svilendo il Paese perché sta svilendo la politica.
Sono convinto che dovremmo avere più coraggio nel contrastare l’innalzamento automatico dell’età pensionabile, dovremmo pensare di ridurre l’età pensionabile. Dovremmo riuscire a farlo per aiutare i giovani a trovare lavoro e se questa idea non è perseguibile allora dovremmo pensare di ridurre l’orario di lavoro”.
Romano Bellissima ha chiesto più coraggio al sindacato, alla Uil, ed ha invitato i cittadini del Sud Italia al riscatto sociale, a ritrovare un protagonismo disperso negli ultimi anni. “Ci sono momenti della storia di un Paese – ha concluso Romano Bellissima – in cui bisogna guardare all’essenziale e rinserrare le file sulle questioni dirimenti per quello che è un sindacato moderno e riformista. Se tutti insieme osiamo e se il Sud si organizza e decide di prendere l’autobus del sindacato le cose potranno cambiare con la convinzione che, questa volta, lo sviluppo deve partire dal Sud”.

 

“Il sindacato – ha detto Bellissima – è un autobus, un mezzo per cambiare questo Paese, dobbiamo riuscire a far salire su questo bus i cittadini che ne hanno bisogno e ricordare ai nostri sindacalisti di riattivarsi per cambiare lo stato delle cose in Italia. I Paesi si cambiano con la partecipazione e, troppo spesso, il Sud non è stato in grado di partecipare. E’ da qui che bisogna ripartire per la giustizia di queste terre che sono martoriate”.
“La politica – ha detto ancora Bellissima – non può resistere davanti ad un sindacato che va territorio per territorio a parlare con i lavoratori e con i cittadini. Questa, insieme alla ricostruzione dell’unità sindacale, è stata una delle scelte strategiche vincenti di Carmelo Barbagallo. Ape social è una delle conquiste più importanti che abbiamo ottenuto, è stato uno dei grimaldelli utili a superare l’odiata legge Fornero”.
Per Bellissima, poi, “Oggi si parla tanto di ripresa. E’ una fesseria. La nostra è una ripresa di traino. Ancora oggi non sappiamo quali siano i precursori, gli assi portanti, sui quali questo Paese vuole puntare per uscire dalla crisi. In questo momento è necessario far ripartire i consumi e lo si può fare solo liberando gli stipendi degli italiani dal peso eccessivo imposto dallo Stato”.
“Le ricette – ha concluso Bellissima – non sono sempre uguali davanti ad una società che è cambiata totalmente. Serve lavoro, perché se non si creano condizioni per avere nuova occupazione non riusciremo a tirarci fuori dalla crisi che sta attanagliando questo Paese”.

Written by: Reggiouilp

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