Riforma delle pensioni. Le proposte dei confederali per cambiare e migliorare il sistema

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Sempre al centro delle attenzioni il tema riforma #Pensioni2017. E stranamente in questo caso non sono le pensioni anticipate tramite Ape social o Quota 41 per i lavoratori precoci a far parlare [VIDEO], ma sono i sindacati che premono per arrivare alla pensione di garanzia per i giovani e alla revisione dell’aspettativa di vita.

Un documento Inps

Come riportato da Pensionioggi.it, infatti, durante l’Attivo nazionale unitario dei quadri e dei delegati dei sindacati, sarebbe emersa la volontà di accelerare il confronto col Governo. Durante l’assemblea si è colta l’occasione per parlare ancora una volta dei provvedimenti da attuare in futuro in tema previdenza.

I due incontri tra Governo e sindacati degli ultimi giorni, infatti, non ha portato a risultati positivi, anche se se ne faranno almeno altri due entro fine mese. L’obiettivo primario di Cgil, Cisl e Uil sarebbe quello di bloccare l’incremento automatico dell’età di pensionamento prodotto a causa dell’aspettativa di vita. E ricordiamo che questo blocco è stato condiviso, tramite un appello bipartisan, anche dai due presidenti Cesare Damiano e Maurizio Sacconi.

Per quanto riguarda l’aspettativa di vita si vorrebbe ottenere l’introduzione di bonus contributivi almeno per le donne, per eliminare ogni disparità di genere, agganciando le agevolazioni all’Ape social. Altre proposte sarebbero il riscatto gratuito della laurea per coloro i quali si iscrivono all’università nel 2018, il riconoscimento di contribuzioni figurative per le mamme per ciascun figlio.

Secondo i sindacati le cose da fare sono tante. Oltre al blocco per l’aspettativa di vita, infatti, si pensa all’introduzione della pensione contributiva di garanzia per i giovani che dopo la legge Dini sono stati fortemente penalizzati. Altre tematiche che meriterebbero di essere trattate sono il riconoscimento di contribuzione figurativa per coloro i quali abbiano svolto lavoro di cura, il rafforzamento della flessibilità in uscita e anche la rivalutazione delle pensioni attuali e quindi di quelle future.

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In particolare, secondo quanto si apprende dall’Ansa, sono cinque le riunioni già fissate dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti. Sull’innalzamento dell’età pensionabile in automatico per adeguarla alle speranze di vita, Poletti ha ribadito ancora una volta che si potrà aprire una discussione “nel merito” della questione soltanto “dopo che l’Istat- ha detto – avrà dato gli elementi di valutazione”. Quindi dopo la pausa estiva, in autunno, tra i mesi di settembre e ottobre, quando arriveranno i nuovi dati rilevati dall’Istituto nazionale di statistica. I sindacati, su questo capitolo, in particolare, non intendono abbassare la guardia e ritengono sia praticamente inaccettabile l’ulteriore aumento dei requisiti anagrafici per l’accesso al trattamento pensionistico a 67 anni nel 2019. La richiesta che viene ribadita con forza dai sindacati è quindi quella di fermare l’automatismo previsto dalla legge Fornero.

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