26 Ottobre 2017

Nel sistema italiano, il meccanismo automatico dell’adeguamento dell’età di pensionamento alla speranza di vita porta a neutralizzare gli effetti della longevità sui conti previdenziali. Ovvero: se si vive più a lungo, si andrà in pensione più tardi. E l’innalzamento dell’età a 67 anni a partire dal 2019 è oggi il tema centrale del nodo pensioni.

C’è infatti una norma che sovraintende all”aggiustamento’ triennale dell’età pensionabile che nel 2016, come confermato ieri dall’Istat, ha registrato un aumento della speranza di vita rispetto al 2013, aprendo di fatto a un nuovo ‘scatto’ nell’accesso alla pensione che, dal 2019, potrebbe così essere possibile solo a 67 anni compiuti.

“Non tutti i lavori sono uguali, il Governo mantenga fede agli impegni assunti”. Lo affermano in una nota unitaria Cgil, Cisl e Uil. I sindacati chiedono “il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita previsto per il 2019 e l’avvio del confronto per una modifica dell’attuale meccanismo per superare e differenziare le attuali forme di adeguamento, tenendo conto anche delle diversità nelle speranze di vita e nella gravosità dei lavori”.