Abbiamo aperto una breccia nella legge Fornero. Adesso programmiamo il futuro di giovani e pensionati

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Con la UIL Nazionale abbiamo aperto una breccia nella legge Fornero. Il nostro impegno continua. Il nostro percorso non si ferma. Adesso dobbiamo preparare ed avviare un nuovo ragionamento. Dobbiamo dare corso al confronto con il Governo sui temi della previdenza, del lavoro e delle risorse per i contratti del pubblico impiego. Per ottenere pensioni più eque per giovani, donne, lavoratori e pensionati. Per rinnovare i contratti e tutelare il lavoro. Per questo i quadri ed i dirigenti della UIL Nazionale si ritroveranno a Roma, il prossimo 30 novembre, presso il Palazzo dei Congressi di Roma Eur.

La strada è stata segnata da Carmelo Barbagallo. Il Segretario generale della Uil e il Segretario confederale, Domenico Proietti, infatti, hanno incontrato in Senato, la Capogruppo Mdp, Cecilia Guerra, e la Capogruppo del Gruppo Misto e Presidente di Sel al Senato, Loredana De Petris. Al centro del colloquio, l’emendamento presentato dal Governo sul tema previdenza scaturito dal confronto a Palazzo Chigi con le parti sociali.

“Abbiamo molto apprezzato l’attenzione dimostrata da Mdp e da SI sul tema – hanno dichiarato Barbagallo e Proietti – e abbiamo chiesto loro di lavorare perché il provvedimento sia approvato e migliorato sulla base di alcune indicazioni che, come Uil, abbiamo offerto al dibattito parlamentare. Noi – hanno concluso Barbagallo e Proietti – vigileremo sull’iter di approvazione e, contemporaneamente, già dai prossimi giorni, a partire dalla nostra manifestazione del 30 novembre, getteremo le basi per avviare la terza fase e proseguire nell’opera di modifica della legge Fornero”.

Intanto, è arrivato il primo ok del Senato all’esenzione dei lavoratori appartenenti a 15 attività “gravose” dall’aumento automatico dell’età pensionabile a 67 anni nel 2019. Lo stop riguarda 14.600 soggetti nel 2018 che crescono a oltre 20mila unità negli anni successivi. Costo dell’operazione quasi nullo il prossimo anno, poi si sale a 100 milioni nel 2019 fino ad arrivare a quota 300 milioni a regime per tutto il pacchetto correttivo della manovra votato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama (Mdp e M5S astenuti e, quindi, di fatto contrari) con l’aggiunta di alcuni ritocchi.

Uscite incentivate fino a 7 anni per gli esuberi delle grandi aziende
Uno dei correttivi è quello (nato anche da una proposta di Ala) che fa lievitare da 4 a 7 anni il periodo di accompagnamento alla pensione (incentivo) nei casi di eccedenza di personale in imprese con più di 15 dipendenti per ristrutturazione aziendale anche in funzione degli adeguamenti alla nuova era “digitale” e della “robotica”. I costi sono interamente a carico delle aziende.

A Montecitorio l’Ape social allargata
Ora la partita sulle pensioni si sposta alla Camera. Nel passaggio del disegno di legge di bilancio a Montecitorio arriverà un nuovo emendamento del Governo per allargare il bacino dell’Ape social alle quattro nuove mansioni faticose esentate da “quota 67” (braccianti, marittimi, pescatori e siderurgici in aggiunta alle 11 iniziali) e per rafforzare il bonus contributivo per facilitare l’accesso all’anticipo pensionistico delle donne. Proprio alla Camera maggioranza e opposizione potrebbero tentare di inserire la proroga a tutto il 2019 dell’Ape social e dell’opzione donne anche se lo scoglio delle scarse risorse a disposizione per questi ritocchi appare arduo da superare.

A questo link il manifesto della riunione

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