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Esiste una normativa nazionale che potrebbe essere applicata alle fasce più deboli della popolazione ed ai pensionati, rendendo loro la vita meno difficile, che viene applicata con il contagocce. Stiamo parlando di quella norma che definiscono le caratteristiche del cosiddetto conto bancario di base.

Quanto previsto dalla legge nazionale potrebbe azzerare le spese di tenuta conto e quelle per il compimento di un determinato numero di operazioni. Questa previsione, però, viene dimenticata troppo spesso dalle banche e, purtroppo, sovente è disconosciuta da coloro che si apprestano ad avviare un rapporto con un istituto di credito.

La norma, dopo aver acquisito il parere del Mef e di Bankitalia, individua la clientela socialmente svantaggiata e i titolari di trattamenti pensionistici ai quali può essere applicata la previsione del conto di base. E’ un Decreto del Presidente della Repubblica a stabilire che tutti coloro che hanno un Isee in corso di validità inferiore a 11 mila e 600 euro fanno parte delle fasce socialmente svantaggiate e, quindi, possono usufruire dell’azzeramento delle spese previste (come il canone annuo onnicomprensivo) per l’apertura e la tenuta del conto di base.

Nella stessa categoria, poi, rientrano a pieno titolo anche tutti coloro che sono titolari di trattamenti pensionistici fino all’importo lordo annuo di 18 mila euro.

Le operazioni di base legate al conto corrente in questione saranno quindi gratuite, mentre per le altre saranno applicati i costi della banca. Per operazioni di base si intendono: accredito dello stipendio o della pensione; bonifici; carta di debito legata al conto in questione; pagamenti attraverso il conto e prelievo di contante tramite gli sportelli della banca. Le banche avranno, poi, l’obbligo di rilasciare una carta di debito (ossia un bancomat) legato al conto corrente di base. Questo strumento non avrà alcun costo di gestione e le operazioni che verranno effettuate con questo bancomat saranno gratuite. Il conto di base, poi, offre una serie di operazioni incluse, vale a dire 12 versamenti con contanti e assegni, 18 tramite bonifico e 12 prelievi presso sportelli non della propria banca. Sarà possibile addebitare ai clienti soltanto le spese per le operazioni aggiuntive, ma il costo dovrà in ogni caso essere contenuto. Per chi non rientra nelle due categorie sopra, il conto base prevede il pagamento di un canone annuo, il cui costo dovrà essere “ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziaria”. Il decreto del Mef non specifica però qual è l’ammontare che sarà richiesto al consumatore, che comunque non potrà essere superiore all’importo medio delle spese applicate nel semestre precedente per l’effettuazione del numero di operazioni minime previste. 

La novità arriva dal decreto del Mef numero 70 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 giugno 2018, che stabilisce regole, importi e beneficiari del cosiddetto conto base, le cui caratteristiche sono l’esenzione totale dalle spese di gestione per lavoratori e pensionati che hanno redditi più bassi e costi annuali ridotti in favore di tutti gli altri utenti.

Il cliente dovrà, infine, comunicare all’istituto il valore dell’Indicatore entro il 31 maggio di ciascun anno: in caso di mancato avviso, saranno addebitate al soggetto le spese ordinarie.

Non può assolutamente essere condivisa la scelta di bloccare l’indicizzazione Istat sulle pensioni, ossia di arrestare per altri tre anni l’aumento delle pensioni, secondo un parametro economico legato al costo della qualità della vita.

Il Governo in carica tradirebbe un impegno preso nella scorsa legislatura con milioni di pensionati, dirottando 2 miliardi e mezzo su ‘quota 100’ e reddito di cittadinanza, mentre di abolizione di Legge Fornero nemmeno l’ombra. Un controsenso politico e morale. Perché colpire una parte di comunità, socialmente debole come i pensionati?
Il blocco dell’aumento delle pensioni è stato un grande sacrificio al quale il Governo Monti aveva chiamato la categoria pensionati anni fa, e proprio ora (1 Gennaio 2019) che sarebbe stato discusso lo standard del paniere economico dei pensionati per ricalcolare a rialzo le pensioni, con un colpo di spugna vengono cancellati anni di battaglie e contrattazioni con lo Stato centrale.
Oggi, così come in tutta Italia, le federazioni dei pensionati sono scese in piazza, per dare dimostrazione di unità e di legittimazione contro chi li vorrebbe rilegati in un angolo ad ingoiare bocconi amari. Tutt’altro: sono motivati e arrabbiati. Stamane le federazioni dei pensionati – guidate dai segretari Marino Pasquale e Salvatore Lacopo (CGIL SPI), Pasquale Loiacono (CISL FNP) e dal commissario UIL Pensionati, Francesco De Biase – sono state ricevute in Prefettura, alla presenza di Gregorio Pititto (segretario provinciale CGIL) e Rosi Perrone (Segretario CISL Metropolitana).
Il documento presentato alla dirigente prefettizia per ‘trasferire’ formalmente a Roma la protesta, è solo il primo passo di un vigoroso percorso di disapprovazione nei confronti di una legge di bilancio miope ed inadeguata agli essenziali bisogni dei cittadini.

Il 16 e 17 ottobre, a Bruxelles, si terrà l’VIII Congresso della Ferpa, la Federazione europea dei pensionati e delle persone anziane (affiliata alla Etuc-Ces) che rappresenta 39 organizzazioni sindacali presenti in 25 Paesi e conta circa 11 milioni di aderenti.

Il Congresso dovrà eleggere il nuovo Segretario generale, che prenderà il posto di Carla Cantone attualmente impegnata a ricoprire il ruolo di Deputata al Parlamento italiano.

La Uil Pensionati, unitariamente a Spi Cigl ed Fnp Cisl, ha candidato Agostino Siciliano, – attuale Segretario nazionale Uilp, già membro della direzione Ferpa – a Segretario generale della Federazione.